IL Lupo devorato havea un agnello ;
Et per la fretta, del mangiar c’havea,
Un osso rotto con l’acuta punta
Gli restò in gola attraversato in modo,
Che sentiva di morte estrema pena.
E per medico suo la Grue richiese
Con assai largo premio pattuito
Tra lor d’accordo per cotal fatica.
Ond’ella con l’acuto e lungo rostro
In breve alfin di tanto affanno il trasse.
Ma richiedendol poi di sua mercede
N’hebbe in premio da lui cotal risposta.
Vattene sciocca, temeraria, e audace,
Ch’assai buon patto e premio esser ti deve
L’haver già tratto a salvamento il collo
Fuor delle fauci del rapace Lupo.
Così gli huomini rei sovente ingrati
Si stiman di favore esser cortesi
A quelli, in cui non sian gli ufficii spesi
De i vitii loro iniqui e scelerati.
L’huom reo dal non far mal s’arroga merto.