VIDE la Capra da una rupe al basso
Il Leone impazzito e furioso
Scorrer con atti strani, e torto passo
Hor su, hor giù di campi un largo piano :
Et da stupore, et gran cordoglio mossa,
Né senza grave horror del suo periglio
Tra sé medesma fé cotai parole.
O de le fiere miserabil sorte,
Infelice sciagura, empio destino :
Ché, se quando il Leon di sana mente
Scorgeva intorno, alcuna atta non era
A sostener il suo possente orgoglio ;
Che far potrà quand’ei di mente è fuori,
E da discorso san tutto lontano ?
Quanto ei feroce, e più possente hor fia
Havendo giunto al natural valore
Il tremendo furor de la pazzia ?
Così ne insegna l’animal discreto,
Che insopportabil sempre e periglioso
È de la mente cieca il rio furore,
Quando il rigor de la possanza è seco.
A doppio la pazzia cresce le forze.