TROVÒ Il Drago una lima in mezo un campo ;
E stretto da la fame allhor la prese
Per divorarla non sapendo quale
Cosa ella fosse : e mentre la stringea
Tra duri denti indarno ritentando
Di spezzarla sovente, e non potea
Modo trovar, che quella a lui cedesse ;
Dice ella : o sciocco, di te stesso fuori
Ben sei, se stimi di poter far danno,
Pur picciol danno, a la durezza estrema
De’ miei ferrigni e ben temprati denti,
A cui cede l’acciar più saldo e forte.
Tal che prima i tuoi denti a pezzo a pezzo
Si lascieranno, et da la mia durezza
Consumati saranno a poco a poco,
Che segno mostrin pur d’havermi offesa.
Sentì ciò il Drago, e come quel c’havea
Lungamente provato indarno ogni opra
Per farne stratio, alfin cangiò pensiero :
Et cedendo lasciolla in pace starsi.
Così devria colui lasciar le imprese,
Che impossibili sono alle sue forze,
Né contrastar con quel, ch’è più possente
Di virtute e valor : che nulla acquista
Chi l’huom combatte, ch’è di lui più forte.
Ceda chi manco vale al più possente.