IL Cane e ’l Gallo un gran viaggio insieme
Presero a far per varii boschi e ville
Passando per dar fine al lor camino :
Ma non giungendo al destinato loco
Prima che nascondesse il Sole il giorno,
Fra lor fecer pensier di far dimora
Per quella notte, fin che ’l novo albore
Rendesse il lor camin via più sicuro.
Così d’una gran noce in cima un ramo
S’assise il Gallo, e ’l Can di quella al piede
Ch’era cavato, e da cento anni e cento
Roso, e reso per lui capace albergo,
S’accommodò passando quella notte
In dolce sonno con tranquilla pace.
Ma poi ch’apparve in Oriente il raggio
Del matutino Sol con lieta voce
Diede il Gallo principio al canto usato :
E replicando diè di sé novella
A la Volpe, che poco indi lontana
Havea ’l suo albergo : et tosto al canto corse
Dove era il Gallo ; et con parole amiche
Salutollo ridendo, e supplicollo
Con sermon efficace, ch’ei volesse
Scender del tronco, ov’egli alto sedea,
E benigno di sé copia facesse
A lei, che forte del suo amor accesa
Già si sentia del suo leggiadro aspetto,
E de l’alta virtù del suo bel canto :
Onde abbracciarlo come caro amico
Ella voleva, et nel suo albergo trarlo
Per fargli a suo poter cortese accetto.
Il Gallo, che cognobbe il finto viso,
E ’l parlar simulato de l’astuta,
In cotal modo anch’ei saggio rispose.
Non men sorella anch’io bramo e desio
D’abbracciarti, e d’amor mostrarti segno
In tutto quel, ch’io posso, e d’esser teco,
E farti ogni piacer a poter mio.
Però ti prego acciò che quinci io scenda
Picchia a quell’uscio, e ’l portinaio desta
Che m’apra il passo, ond’io per dentro al tronco
Venga a trovarti, et abbracciar ti possa
Come ben cara a me novella amica.
Allhor la Volpe con un grido strano
Mettendo il capo dentro a quel forame
Il can destò, ch’anchor forte dormiva,
Non sapendo però ch’ei fosse il cane.
Tal ch’egli desto a l’improviso suono
Tosto uscì fuor de la sentita voce,
E veduta la Volpe immantinente
Le corse adosso, et atterrolla in breve,
Facendo a lei quel, ch’essa haveva al Gallo
Di far pensato con l’astutie sue,
Senza che pur la ria se n’avvedesse.
Così sovente a l’empio avenir suole,
Che mentre a l’altrui vita inganno ordisce,
Quel, ch’egli ingannar pensa, esso tradisce ;
E rende al finto dir finte parole.
Chi con fraude camina in fraude intoppa.