CADUTA era la Volpe ita per bere
Da l’alte sponde in un profondo pozzo,
Stando per affogarsi adhora adhora :
Onde di là passando a caso il Lupo ;
Che tratto dal romor, ch’indi sentiva
Uscir de l’acque, era a vederla corso ;
Pregollo humil per l’amicitia loro
Ch’ei volesse calando al basso un laccio
Darle materia, onde salir potesse,
Prestando aiuto a lei, ch’era sua amica,
E posta de la vita in gran periglio.
Ma ei, tardando il debito soccorso,
Hor le chiedea come caduta fosse
Dentro a quel loco ; hor quando cotal caso
Fosse avenuto ; et pur si stava ocioso.
Talché la Volpe, ch’era homai vicina
Per annegarsi, et altro a fare havea,
Che spender seco più parole in vano,
Disse : ah fratello trammi pur di questo
Pozzo fin che puoi farlo e sana e viva,
Che poi ti conterò più adagio il fatto,
E come e quando, oimè, misera, avenne,
Ch’io sia sicura dal presente affanno.
Così spesso intervien, che dove alcuno
Dovrebbe oprar la man tosto e l’ingegno
Per condur l’opre d’importanza a fine,
Sta vaneggiando a consumar il tempo
Dietro a parole, e quel, che meno importa,
Al vero fin de la bramata impresa
Con danno de gli amici et sua vergogna.
Vano è il parlar dove s’attende l’opra.