A UN Asin, che piagato il dorso havea,
Sopra disceso un Corvo ivi pasceasi,
Et la ferita assai maggior facea ;
Onde il mischin ragghiava, e in van scoteasi.
Il suo padron vedendol sen ridea :
Né per quello aiutar però moveasi.
Intanto un Lupo ciò vedea lontano ;
Et così cominciò lagnarsi in vano.
Ahi di natura ugual disugual sorte,
Che non so qual destin da cielo piove :
Costui si pasce, e riso avien ch’apporte
Al padron, cui tal danno appar che giove :
Io fin lontan perseguitato a morte
Vengo, se ’l guardo pur pensando altrove :
Tal il favore ottien da molti spesso,
Che in altri appar minore un fallo stesso.
Il favore è cagion, che ’l torto regna.