SEGUIVA lo Sparviero una Colomba,
Di cui volea satiar l’avida fame,
E dando a lei la caccia entro a le reti
D’un villanel, ch’a lui tese le havea,
Dando di capo alfin restò prigione.
Onde a pregar si diè con humil voce
Colui, che preso in man stretto il tenea
Per dargli morte, acciò sicuro fosse
De gli altri augelli, ch’ei prendea, lo stuolo,
Che lo lasciasse, perché esso giamai
Non gli havea fatto ingiuria, o danno alcuno.
Allhor disse il Villano. Et che ti fece
Quella innocente e semplice Colomba,
Che la seguivi, et trar volevi a morte ?
Et detto ciò gli diè tanto del capo
Sopra d’un sasso, che morir convenne.
Così devrebbe farsi ad ogni huom rio,
Che senza haver cagione offende altrui,
Da quelli anchor, che mai da quello offesa
Non han sentito, perché ogni altro poi
Da sua malvagità viva sicuro :
Perché è giustitia il vendicar il torto,
Che l’innocenza da l’huom empio sente ;
Né merita da gli altri haver perdono
Chi fa senza ragione ad altri offesa.
Pietate è l’esser empio a l’huomo ingiusto.